Monthly Archives: febbraio 2012

E.R. Monnezza: ospedali romani nuova mecca per gli sport estremi

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L’ultimo a provarci era stato, nel 1997, Patrick de Gayardon, il compianto re delle imprese no-limits: si era fatto ricoverare al Policlinico Umberto I, sapendo che uscire sano e salvo dal nosocomio romano, già allora infestato da ratti e cani randagi e privo di sistemi di sicurezza, era al di sopra delle possibilità umane. De Gayardon era sopravvissuto solo grazie al suo zaino hi-tech contenente una coppia di infemieri svizzeri gonfiabili in pochi secondi mediante un apposito tasto. Ma nemmeno lui aveva osato affrontare il reparto più pericoloso dell’Umberto I, il Pronto soccorso, oggi diventato il sogno proibito dei suoi eredi più temerari. L’affollamento nell’Emergency Room del Policlinico si deve proprio ai tanti appassionati di sport estremi in cerca di nuovi brividi. «Bunjee jumping, parkour e attraversamento sulle strisce ormai fanno cacare», confida un ventenne malconcio che, in mancanza di barelle, è stato appeso con quattro mollette da bucato agli schienali di due sedie su cui agonizza un anziano investito da un Suv, «solo qui siamo sicuri di vedere in faccia prima la morte che un medico».

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Miracolo a metano! Emergenza gas, l'Eni riapre le centrali ad aria fritta

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Abbiamo bombardato la Libia per assicurarci le forniture di gas, e alla prima nevicata siamo di nuovo al freddo. Non era meglio bombardare la Russia, visto che d’inverno il gas ci arriva da lì? Ehm, forse no. Non è una buona idea neanche tagliare il gas alle aziende mandando sottozero il Pil. Ma niente paura: Eni ha già disposto piani alternativi per supplire al deficit energetico.
MINISTRI EOLICI
L’ultima nata fra le rinnovabili consiste nel far parlare a ruota libera un membro del governo all’interno di un parco eolico finché, inevitabilmente, non gli scappa una frase infelice su chi sta peggio di lui o dei suoi congiunti. L’80 per cento delle pale inizia all’istante a girare a ritmo vertiginoso e non serve convertire l’energia da cinetica in elettrica: i generatori sono così incazzati che se li tocchi ti fulmini. Poi il premier o ministro ritratta le sue dichiarazioni, facendo girare vorticosamente il restante 20 per cento delle pale, quelle liberiste che erano d’accordo con lui.
PETANO
Al diavolo Gazprom! Ognuno ha nell’addome un gasdotto naturale che, opportunamente alimentato, fornisce biometano a costi irrisori…

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Danni Morandi: la CostaSanremo affonda e l'orchestra continua a suonare/5

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- L’ultima serata del Festival si è prolungata oltre ogni limite: è stata così lunga che prima della fine Alessandro Casillo ha fatto in tempo a diventare maggiorenne, Ivanka Mrazova è andata in menopausa e il titolo della canzone di Samuele Bersani, Un pallone, è diventato Due pallone. I gestori dell’Ariston sono disperati: «Solo a ripulire i sedili dal muschio e dalle ragnatele ci vorranno decine di migliaia di euro». Gianni Morandi è stato restituito all’apposito magazzino per la pulitura e la custodia dei conduttori di Sanremo, mentre Rocco Papaleo è stato restituito alla sua Basilicata, nonostante la regione, per evitare di doverselo riprendere, si fosse malamente travestita da Friuli Venezia Giulia.
Ivanka, che ha dato l’ultimo brivido sexy al festival con un’originale mise ottenuta facendosi scarabocchiare addosso dei ghirigori con la biro dallo stilista Fausto Sarli mentre era impegnato in una telefonata, torna al suo lavoro di indossatrice. «Mi vergognavo un po’ di fare un mestiere così cretino,» ha confidato la ragazza, «ma dopo aver fatto la valletta a Sanremo, quando sfilo su una passerella mi sembra di insegnare a Harvard».

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Danni Morandi: la CostaSanremo affonda e l'orchestra continua a suonare/4

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- «Ma ce le ha o no?» si è domandato il pubblico davanti al balletto di Simona Atzori, cui mancava qualcosa di indispensabile. Le immagini parlano chiaro: la danzatrice non aveva le braccia. Ma stavolta il commissario Marano non è stato zitto: «Prima ballerine senza mutande, poi senza braccia», ha tuonato scandalizzato, «di questo passo cosa vedremo l’ultima sera a Sanremo? Una ballerina senza raccomandazioni?» Intanto stasera torna Celentano, dopo il memorabile cameo di ieri sera, in cui, con un’ennesima spettacolare bravata delle sue, si è presentato travestito da Sabrina Ferilli. Secondo gli accordi presi con la Rai, il Molleggiato parlerà trenta minuti, di cui quindici a braccio e gli altri quindici a cazzo, come sempre.
– Polemiche per l’esibizione del duo Bertè-D’Alessio, che iwei non sembrava del tutto live; critiche prive di senso, visto che sono anni che la Bertè non sembra del tutto live. La versione disco del loro brano rischia di affossare definitivamente le discoteche italiane, da tempo in crisi di pubblico; per tranquillizzare la clientela al Paradiso e al Cocoricò di Rimini sono già stati affissi cartelli in cui la direzione del locale si impegna a non diffondere mai e poi mai “Respirare” in nessuna versione, fosse anche l’ultimo disco rimasto sulla faccia della Terra…

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Danni Morandi: la CostaSanremo affonda e l'orchestra continua a suonare/3

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- Il calo di ascolti nella serata dei duetti conferma il sospetto di molti: se il Festival fosse fatto solo di bella musica non se lo guarderebbe proprio nessuno. Alla serata è stato abbinato un simpatico gioco a premi: lo spettatore che aveva sentito nominare in vita sua almeno tre degli ospiti stranieri vinceva la discografia completa di Mads Lange (l’unico vincitore ha fatto rapidamente perdere le sue tracce).
– Come si spiega la folla di cantanti internazionali all’Ariston? Bisogna sapere che in Inghilterra e negli Usa i cantanti sul viale del tramonto non vengono termovalorizzati in squalificanti reality show come succede da noi. In quei paesi esistono appositi cassonetti in cui i discografici depositano gli artisti seminuovi di cui il pubblico anglofono si è stufato, ma che in paesi musicalmente meno fortunati sono la manna dal cielo. In quei paradisi dell’usato sicuro, con un po’ di fortuna, si possono recuperare anziane poetesse-rock dal look ormai improponibile su Mtv, popstar sul filo della data di scadenza, vocalist sformate dall’uso eccessivo, chitarristi spaiati di rockband ormai defunte, comici rugosi che cantano canzoni a doppio senso sulla foca già vecchie ai tempi di Nino Taranto. Ah no, scusate, quello era Rocco Papaleo

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Danni Morandi: la CostaSanremo affonda e l'orchestra continua a suonare/2

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- Passera o farfalla? Le pudende di Belen sono state il polo d’attrazione della seconda serata, benché ormai per il pubblico italiano il pelo della Rodriguez abbia meno segreti di quello del Commissario Rex. Anche quest’anno la soubrette argentina è riuscita a eclissare totalmente la povera Canalis, che nel disperato tentativo di emularla, ieri sul palco si è completamente denudata e si è stesa a gambe divaricate davanti alle telecamere mostrando il tatuaggio di un calamaro gigante sull’ovaia sinistra, ma nessuno in Italia se n’è accorto.
– Giro di vite sul Festival: dopo le intemperanze di Celentano, Lorenza Lei ha inviato come commissario Sanremo il suo vice Antonio Marano, con l’incarico di controllare ogni dettaglio della kermesse. Una punizione troppo severa: in fondo che male ha fatto il povero Marano? Fra i suoi primi provvedimenti per salvare il decoro del Festival, una dose di bromuro per Rocco Papaleo, un collutorio al Mastrolindo per Luca e Paolo e una tintura decente per Noemi

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Danni Morandi: la CostaSanremo affonda e l'orchestra continua a suonare/1

imagesm-1.jpg-La prima serata di Sanremo spiega il no di Mario Monti a Roma 2020: se non riusciamo più a mettere sù nemmeno una gara di canzonette che si organizza dal 1950, figuriamoci un’Olimpiade fra otto anni. Pare che il presidente Napolitano abbia imposto allo staff del premier di tenerlo accuratamente lontano dagli schermi tv fino a domenica: «Se solo vede due minuti di questa fetenzia, perde ogni speranza sulla salvezza del Paese e mi rimette il mandato entro trenta secondi».
– Ancora in forma il 68enne Morandi, anche se ormai non più umana: le sue giunture sono uno strumento che sempre fa la stessa nota «rattattattà». Non ha aiutato dargli come spalla un inquietante sosia del defunto banchiere Roberto Calvi, presentatosi col buffo nome di Rocco Papaleo. «Mi sono imbottito di tranquillanti,» ha rivelato sul palco, e non scherzava: ne ha inghiottiti tanti che con un rutto ha anestetizzato sette orchestrali.

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Speriamo che sia Femen

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Belle, bionde, giovani, manifestano in topless: sono le stripper di Femen, il movimento sexy-femminista che arriva dall?Ucraina. Nato come provocazione contro il turismo sessuale nei paesi dell?Est, in tre anni lo ha raddoppiato: «se in Ucraina le femministe sono così», pensa lo zozzone medio, «chissà come sono le bambolone». Oggi non c?è evento internazionale in cui le Femen non si esibiscano in uno dei loro spogliarelli antagonisti. L?ultimo blitz al World Economic Forum di Davos ha suscitato un?ovazione: «I congressisti erano stufi delle solite ragazze che escono dalla torta,» spiega l?organizzazione, «le Femen ci hanno fatto fare una splendida figura a costo zero». Le ragazze di Kiev si sono fatte conoscere anche in Italia: mesi fa si erano spogliate in piazza San Pietro («Uno scandalo, donne nude sotto le finestre del Papa», aveva tuonato l?Osservatore Romano, «quando c?è tanto posto dentro.»), poi avevano protestato contro l?allora premier Berlusconi, che, scambiandole per volgari prostitute, aveva tentato di candidarle alle prossime elezioni…

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Gli abominevoli uomini (e donne) delle nevi

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Quello che le uniche catene che ha a bordo sono quelle per il bondage. Il tipo che tiene il Suv in garage perché la neve lo sciupa. Il falso Alemanno che su Twitter si spaccia per il falso Gabrielli. Quando la temperatura va sottozero, il buonsenso la segue, e la psicopatologia urbana si arricchisce di nuovi soggetti. Ecco alcune tipiche vittimeda esaurimento nevoso.
AUTO-SAN BERNARDO
Come il divorzio, la neve divide ciò che Dio ha unito: l’italiano e l’auto. Ma se l’italiano impiegasse per salvare il matrimonio gli sforzi che dedica al recupero della sua macchina nella neve, gli avvocati farebbero la fame. Lo vedi, teso come un cane da valanga, fiaschetta di antigelo al collo, mentre fiuta gli anonimi mucchi di neve sotto casa tentando di ricordare in quale si nasconde la sua vettura. Poi comincia a scavare uggiolando (molti sono stati soccorsi perché, leccando festosamente la carrozzeria ghiacciata, c’erano rimasti attaccati con la lingua). Quando riesce ad aprire la portiera deve chiamare il 118 perché tutto lo scavare gli ha schiantato le coronarie. Si spera che almeno l’ambulanza abbia le gomme termiche…

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