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Karzai, banzai: okay all’indulto per i corrotti, ma poi mandiamoli in Afghanistan!

Come mettere d’accordo Di Pietro e Rifondazione e acchiappare due piccioni con una fiducia: svuotiamo le celle e riempiamo le garitte a Kabul! Invece di rifinanziare i nostri onesti soldatini per farsi ammazzare dai capitribù afghani, mandiamo laggiù i sessantasei condannati per corruzione, frode e reati fiscali che beneficieranno dell’indulto: un agguerrito manipolo di “bustarelle di cuoio” che si troverà perfettamente a suo agio nella forza multinazionale di trafficanti occidentali che fanno affari all’ombra compiacente del governo Karzai. I tangentari italiani, inquadrati nel battaglione “Mario Chiesa” partiranno per l’Oriente sotto l’esperta guida del neo-generale Cesare Previti, che già promette: “Non faremo prigionieri”. I nostri eroi troveranno ad attenderli politici corrotti, ras locali senza scrupoli, appalti truccati e malversazioni ai danni di cittadini: si accorgeranno di essere in missione all’estero?

Storico! Ventitre italiani tornano tutti vivi da una missione all’estero

Un risultato che ci mancava da anni: vedere degli eroi rientrare in Italia avvolti nel tricolore mentre ancora respirano. La forza dell’abitudine ha causato un’imbarazzante gaffe all’aeroporto di Pratica di Mare: i neo-campioni del mondo sono stati accolti in una camera ardente mentre la banda suonava il “Silenzio”. Grazie, azzurri: ormai credevamo che l’unità nazionale fosse una cosa che si produceva intorno alle bare, come la muffa. I soldati di stanza in Iraq e Afghanistan si appellano a Prodi: «Qui siamo già al centocinquantamillesimo tempo supplementare, quand’è che ci fate tirare i rigori, così torniamo anche noi?» Calcio-scandalo, Luca Toni assalito sotto la doccia da un’orda di tifose impazienti di offrirgli personalmente un colpo di spugna. Sardegna, Berlusconi perplesso: i manifestanti che l’hanno chiamato “Buffon” volevano contestarlo o fargli un complimento? Dopo la testata di Zidane in reazione all’insulto di Materazzi, rafforzata la scorta dell’ex ministro Calderoli: molti extracomunitari rischierebbero volentieri l’espulsione pur di dargli una capocciata al plesso solare.