Monthly Archives: marzo 2005

Ranieri di Monaco sta da Papa

Nell’ora estrema, il destino unisce i capi dei due più famosi Stati da operetta. Montecarlo, l’ultimo bollettino medico sulla salute di Ranieri lascia poche speranze: “Les jeux sont faits, rien ne va plus”. In lacrime le tre principesse di Monaco, Alberto, Carolina e Stefania, che nel frattempo si è fatta mettere incinta da un portantino. Vaticano, Wojtyla è fisicamente debole, ma mentalmente lucidissimo: oggi non solo ha insistito per affacciarsi al balcone di piazza San Pietro, ma ha provato a buttare giù il cardinale Ratzinger. Secondo i teologi, ora più che mai il Sommo Pontefice deve rimanere al suo posto: “Tagliato e rattoppato com’è, rappresenta benissimo l’unità e l’integrità della Chiesa cattolica”. Una nota dell’Altissimo smentisce qualunque possibilità di dimissioni: “Non posso accettarle: dopo quasi trent’anni di servizio, dovrei versargli una liquidazione spropositata”. Comunque, il Santo Padre non verrà lasciato morire fino a quando il Vaticano non avrà concluso le trattative con la Aran Endemol per la realizzazione di “Reality Conclave”, lo show che incoronerà il suo successore. Se il sondino nasogastrico e la sonda addominale, non basteranno a tenere in piedi Karol i sanitari del Gemelli provvederanno a impagliarlo.

Bush si confonde: “Sedia elettrica per Terri Schiavo”

Tanti anni passati a firmare condanne a morte come governatore del Texas hanno lasciato il segno: secondo il provvedimento “ad personam” firmato dal presidente, i medici non staccheranno la spina dei macchinari che tengono in vita la donna, semplicemente la collegheranno a una presa di corrente. Le scuse tardive del presidente: “Scusate, con quel nome credevo si trattasse del solito stupratore latino”. Soddisfazione dei fondamentalisti cristiani contrari all’eutanasia: “La dolce morte è diseducativa: il malato terminale va fatto morire in modo straziante e doloroso, se no si vizia”. Ma le leggi della Florida concedono al marito di Terri di sospenderle l’alimentazione meccanica: “Una moglie che da quindici anni non parla al coniuge non ha diritto agli alimenti, piuttosto si cerchi un lavoro”. Ferve il dibattito sulle due sponde dell’Atlantico: se diventa lecito lasciar morire tutti coloro che vivono come vegetali e dipendono interamente dalle macchine, il novanta per cento degli occidentali è bell’e spacciato.

Bush a Berlusconi: “Se ti ritiri tu, io tarataratà”

Con un simpatico scioglilingua, pronunciato brandendo un fucile mitragliatore, il presidente Usa ha messo fine alle incomprensioni fra Roma e Washington sul rientro delle nostre truppe dall’Iraq. Ma è evidente che Silvio parlava di exit plan pensando solo agli exit poll. L’opposizione: “Berlusconi riferisca davanti al Parlamento”. Bruno Vespa: “Impossibile: negli studi di Porta a porta tutti i parlamentari non ci stanno”. Da Londra, Blair insiste sul ruolo indispensabile dell’alleato italiano: “Se non ci fosse lui, il ruolo di pezza da piedi di Bush toccherebbe a me”. Il ministro della Difesa Fini precisa: “Ce ne andremo solo quando gli iracheni saranno in grado di invadersi da soli”. Intanto i nostri parà continuano ad addestrare con successo le future truppe indigene: cinquanta reclute irachene si sparano in faccia.

Riscatti immorali: è giusto pagare gli edicolanti per farsi dare "Libero"?

L’Italia non deve più finanziare chi semina il terrore? Okay, ma senza mezze misure: mai più un soldo agli iracheni rapitori di giornaliste di sinistra, ma nemmeno agli italiani direttori di giornalacci di destra che fomentano odio e brutalità in casa nostra. Meglio ricorrere all’intelligence: comprare un giornale meno stronzo. Vittorio Feltri insiste nella sua campagna contro gli ostaggi ingrati: “E’ giusto pagare solo per i leccapiedi”. La redazione di Libero: “Allora vogliamo l’aumento”. Fini conferma, per Giuliana Sgrena non è stato versato un centesimo: “C’era la promozione: ritiri oggi l’ostaggio, prima rata nel gennaio 2006”. Sul caso Calipari, ammirevole senso dello Stato da parte del centrosinistra: nell’ora più drammatica, fa scudo al governo col proprio culo. L’inchiesta vedrà la piena collaborazione fra Italia e Stati Uniti, sempre che le indagini degli italiani non superino i limiti di velocità e si fermino ai posti di blocco. Berlusconi in Parlamento: “Vogliamo la verità al più presto possibile, così ci rimane il tempo per insabbiarla”.

8 marzo: il tempo della spesa

Commissionato da Coop, realizzato da Giunti editore di Firenze, apparirà fra una confezione di macinato e i biscotti in offerta speciale, proprio in occasione dell’otto marzo di quest’anno. Un nuovo libriccino di Lia Celi, con vignette di Francesco Fagnani (metà della coppia “Marfagno” autrice per Cuore), 60 paginette liete e aggratis da aggiungere nel carrello del vostro supermercato di zona.
Questo “Le donne al tempo della spesa” è «…dedicato aIle donne che fanno la spesa, infaticabili esploratrici in missione quotidiana nell’insidiosa giungla dei prezzi. Ma anche ai loro mariti, compagni e figli, che le accompagnano o, a volte, le sostituiscono. Testi, vignette e un originale “test finale” aiutano a riconoscersi e a sorridere dei tic, delle abitudini e delle debolezze che tutti riveliamo quando andiamo per negozi o supermercati».


collana “cassadolcecassa”, edizione fuori commercio di Coop e Giunti-progetti educativi.

Bonolis si ritira dall'Ariston: "Il prossimo Festival sotto l'egida Onu"

- La dolorosa conclusione del sequestro di Giuliana Sgrena ha pesato sulla chiusura del Festival. Si era perfino ipotizzato di sospendere la manifestazione, ma poi ha prevalso la linea Gasparri, “the show must go An”. Il fatto che il superospite venuto dall’estero fosse la salma di Nicola Calipari non è sembrato affatto di cattivo gusto, “Dopo Hugh Grant – ha confessato Bonolis – anche un cadavere sembra più sciolto”.
- Anche i verdetti delle giurie hanno risentito della mestizia del clima. In segno di lutto, hanno premiato Annalisa Minetti, l’eroica ragazza disabile che, facendogli scudo col suo corpo, ha permesso a Toto Cutugno di tornare a Sanremo. Anche la vittoria di Nicky Nicolai nella categoria Gruppi premia un’altra minoranza vilipesa e discriminata, i jazzisti, costretti spesso a suonare sotto copertura e in situazioni insostenibili.

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Fuoco amico all'Ariston: Arigliano fatto fuori da Gwen Stefani

- Quattrocento colpi contro l’auto che trasportava Giuliana Sgrena: “Correva troppo – si sono giustificati i militari Usa – rischiava di fare un incidente”. Non è giusto: proprio adesso che i servizi segreti cercano di salvare gli italiani invece di farli saltare in aria con le bombe, gli capitano gli infortuni sul lavoro. Berlusconi non riuscirà a ottenere scuse ufficiali dalla Casa Bianca, ma forse potrà evitare all’agente sopravvissuto una multa per eccesso di velocità e la riduzione dei punti sulla patente.
- E’ stata la serata dei duetti. Marcella Bella si è esibita con un porcospino appollaiato in testa, Gigi D’Alessio si è fatto accompagnare da alcuni giovani del clan di “Amici degli amici, Nicola Arigliano, prevedendo di sprofondare in classifica, si è esibito insieme all’Uomo in Ammollo. Dj Francesco ha portato Max Pezzali. “E’ l’unico cantante rispetto al quale anch’io sembro intelligente”, hanno spiegato entrambi gli interessati.

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Festival sottozero: tanto fred, poco bongusto

- Bufera di neve su Sanremo. Ne hanno fatto le spese i Velvet e Califano, che ieri sera sono stati spietatamente messi alla porta dalla giuria mentre fuori dall’Ariston infuriavano gli elementi. Risulta ancora dispersa la band romana: i cani da valanga, dopo aver annusato il loro ultimo album, si sono rifiutati di partecipare ai soccorsi. Più fortunato il Califfo, che si è aperto una pista sniffando la neve fino al suo albergo.
- In un scintillante completo che lo faceva sembrare un gianduiotto Caffarel, Will Smith ha deliziato la platea con la sua comunicativa. Ma le sue straordinarie doti di attore le aveva già dimostrate nella serata precedente. “Sì, Mike Tyson ero io – ha confessato la star di colore, che ha già al suo attivo un’eccellente interpretazione di Cassius Clay -. Era una messinscena organizzata fra me e Bonolis, per spaventare Del Noce”. In effetti l’atteggiamento stranamente pacioso del pugile, che in ben venti minuti non aveva violentato, morso o picchiato nessuno, aveva insospettito i più perspicaci.

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Scoperte due bombe addosso alla Clerici

- Sanremo 2005 ha inchiodato davanti ai teleschermi 21 milioni di italiani, alcuni per sempre, come Corrado Pani e Alberto Castagna. Ora il mondo dello spettacolo trema: se continua così, entro sabato il Festival rischia di fare una strage. Ricoverati in osservazione Giorgio Albertazzi, Nilla Pizzi e Mike Bongiorno. Come misura di prevenzione, nelle case di riposo per artisti i televisori rimarranno spenti fino a domenica.
- Policlinico Gemelli, la voce del Papa migliora di continuo. Testimoni affermano di averlo sentito declamare perfettamente “La rana in Spagna gracida in campagna”. Secondo altri, ora il Pontefice sarebbe in grado di cantare da solo a due voci, come Paola e Chiara. Le due sorelle, le prime ad essere eliminate dalla giuria, hanno espresso l’intenzione di farsi monache: ormai è l’unico modo in cui possono prendere dei voti.

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Arriva Tyson: la Rai è consenziente, la Felini un po' meno

- Fra bambini agonizzanti, papi moribondi e presentatori morti, a Sanremo 2005 si respira una frizzante atmosfera da camera ardente. Il look cadaverico prevale anche fra I cantanti: Francesco Renga è lo zombie di Cocciante, Dj Francesco la salma di Jovanotti, Marina Rei si direbbe disseppellita nel giardino degli Addams. E’ stato necessario affiancare alle giurie demoscopiche altrettante giurie necroscopiche.
- Il Papa ha già intrapreso con successo gli esercizi di riabilitazione della voce. Per un imprevisto effetto collaterale della tracheotomia, è diventato perfettamente ventriloquo, e ha già procurato un mezzo infarto al cardinale Ratzinger facendo parlare la statua della Madonna nella cappella del Gemelli. Secondo i bene informati sabato sera il pontefice potrebbe già essere in grado di duettare con Paolo Bonolis. Wojtyla e il pirotecnico showman potrebbero esibirsi in un’inedita versione di un evergreen battistiano, “Il nostro caro Angelus”.

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