"ICE MAGIC" (collana)
sei titoli usciti fino ad oggi
(settembre'09)
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"Anita Garibaldi"
premio speciale Lunigiana Donna
Medaglia della Presidenza della Camera
Finalista al Premio Andersen 2007
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"Alieni a Rimini
come integrarsi fra i riminesi senza perdere il buon umore"
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"Le donne al tempo della spesa"
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"L’angelo disubbidiente.
La leggenda di Marlene Dietrich"
Altri libri di Lia
"Premio Satira Forte dei Marmi 2001"
LIA CELI
E' nata a Parma, e dopo parecchi anni in giro per il Norditalia, è approdata a Rimini, terra dei suoi avi, dove vive e lavora. Autrice di satira, era parte della redazione di Cuore. Ha scritto anche per Smemoranda, Avvenimenti, Sandokan, Insieme, Gulliver, Specchio della Stampa, Grazia, Urban, Cosmopolitan, Epolis. E' stata uno degli autori del programma satirico di Raidue Pippo Chennedy Show e ha collaborato alle trasmissioni radiofoniche di RadioRai La Barcaccia e Consigli per gli Acquisti. Suoi testi sono stati utilizzati per spettacoli teatrali. Ha finora pubblicato con Guaraldi, Comix Edizioni, Sperling & Kupfer, E.Elle, Adn-Kronos, Disney, Einaudi e Giunti.
Dagli Archivi
Giovedì 1 Luglio 2010
- A quattro giorni dalla debacle di Ellis Park, finalmente individuato il vero responsabile del disastro italiano: Claudio Silvestri, il famigerato cuoco della Nazionale, con le sue orge di Nutella. «Ci siamo fatti cacciare perché non ne potevamo più,» ha confessato De Rossi in conferenza stampa. «Nutella a colazione, pranzo e cena. Passavo più tempo a pulirmi la barba che ad allenarmi.» Buffon ha confermato: «Guardate come sono gonfio: altro che cortisone, è la Nutella. E l’ernia al disco era una balla: mi sono dovuto ritirare perché quando vedevo un pallone il primo impulso non era di pararlo, ma di spalmarlo».
- Il fiasco mondiale non mette in forse il futuro di Cannavaro con l’Al Ahli di Dubai. Anzi, dopo le sue mosce prestazioni nel girone F, lo sceicco Abdullah al Nabudah, presidente del club, è sempre più convinto di aver fatto un ottimo acquisto: «Forse non è l’uomo giusto per la mia squadra di calcio, ma come eunuco per il mio harem è perfetto.»
- «Partita già comprata», ha tuonato Bossi riguardo al prossimo incontro degli azzurri, «la Slovacchia ci lascerà vincere in cambio di due o tre calciatori slovacchi in serie A». Seccata la replica di Federcalcio: «Già, sarebbe stato un ottimo accordo, peccato che in un referendum tra i calciatori slovacchi abbia ottenuto solo un sessanta per cento di sì, e così abbiamo trasferito la partita in Polonia.»
- «Dovete vincere», ha intimato Lippi ieri ai suoi ragazzi. «E cioè, fare più gol della Slovacchia», ha chiarito, notando le loro facce perplesse. Ma non è bastato a ricordare agli azzurri cosa significa vincere una partita, e così l’allenatore ha mostrato loro la partita Argentina-Grecia. Quando, allo scadere del 90°, ha chiesto chi aveva vinto, Iaquinta e compagni non hanno saputo rispondere: «Scusi mister, ma lei ha detto che per vincere bisogna fare più gol della Slovacchia, non della Grecia».
Mercoledì 23 Giugno 2010
- Si allarga dal Nord Italia al Sudafrica l’ultimo scandalo lattiero-caseario. Dopo le mozzarelle che, una volta sul piatto, diventano azzurre, è stato diffuso su Youtube un impressionante filmato in cui undici azzurri, una volta in campo, diventano mozzarelle. Secondo alcuni la causa sarebbe la presenza di un batterio, secondo altri l’assenza di Cassano. La polizia sudafricana ha accusato Lippi di spaccio di prodotti sofisticati. Lo sdegno del cittì: «Sofisticati? Ma avete mai sentito parlare Montolivo?»
- «Forse non ci siamo riusciti perché il cane ci stava guardando»: dopo il match con la Nuova Zelanda, gli azzurri sono i nuovi testimonial della campagna «Bastascuse» contro l’impotenza in area di rigore. Secondo le statistiche, ieci calciatori della Nazionale su undici sono incapaci di realizzare un gol su azione in novanta minuti: disfuzioni attribuibili all’avanzamento dell’età, alla mancata intesa con i partner, alla stanchezza e perfino all’alimentazione. Claudio Silvestri, il medico della Nazionale, si difende: «Sono certo che quei due chili a testa di Nutella che gli azzurri si fanno fuori a colazione non c’entrano per niente.» Anzi, secondo uno studio della Ferrero, la famosa crema alla nocciola aiuta a fare gol: basta schiaffarne un po’ negli occhi del portiere...
Lunedì 26 Luglio 2010
La love story più chiacchierata? Quella fra Berlusconi e Fini, okay. Ma subito dopo viene quella fra la showgirl argentina Belen Rodriguez e il pluritatuato Fabrizio Corona, nata un anno fa dal colpo di fulmine fra due uffici stampa. Un rapporto così altalenante da far gettare la spugna anche ai più tosti veterani della stampa rosa. Tanto per dire, ecco i dispacci trasmessi dalle agenzie fra le 21 e le 22 di una giornata qualunque.
Ore 21 BELEN E CORONA DI NUOVO INSIEME. La storia sembrava conclusa quando la modella argentina aveva piantato il fidanzato a Formentera per correre a Ibiza dal suo ex, Marco Borriello. Corona, per dispetto, aveva buttato in strada tutti i suoi vestiti. Lei: «Tanto non li porto mai». Ora la crisi è superata: Belen è riuscita a convincere Corona di essere fuggita a Ibiza solo per visitare il suo celebre campanile pendente, la torre d’Ibiza. La coppia ha chiamato il tatuatore di fiducia per togliersi il tattoo dell’addio e sostituirlo con quello della riconciliazione. Il tatuatore: «Decidetevi, un tattoo è una roba seria, mica una manovra economica.»...
Lunedì 12 Luglio 2010
- Per la prima volta nella storia dei Mondiali, Uruguay e Paraguay sono insieme nei quarti di finale. In realtà, come i telespettatori più attenti avranno notato, la squadra è una sola. A seconda dell’occasione, i giocatori cambiano maglia e nome (salvo Caceres, che, smemorato com’è, ha dimenticato a casa l’identità di ricambio e gioca con lo stesso nome in entrambe le squadre). L’espediente consente ai due Paesi vicini, troppo poveri per permettersi una Nazionale ciascuno, di partecipare ai tornei internazionali. Si pensi che l’Uruguay ha dovuto farsi prestare l’inno dal Paraguay perché il suo è da anni al Monte di Pietà. Non più fiorente la stuazione economica del Paraguay, che a causa della crisi occupazionale ha dovuto cambiare il nome della capitale, Asunciòn, in Licensiamiento.
- Primi intoppi per gli azzurri di Cesare Prandelli: il primo match contro la Costa d’Avorio è stato fissato per il 10 agosto. Il neo-cittì puntava sull’11, per motivi squisitamente tattici: «La sera del 10 dobbiamo guardare le stelle cadenti ed esprimere il desiderio di non fare una figura di merda». In attacco dovrebbe debuttare Mario Balotelli, che si sta già allenando a tirare in porta con la sua scacciacani. E Cassano? «Mi è sembrato molto più maturo dopo il matrimonio,» ha osservato Prandelli, «sarà un ottimo acquisto per la mia Nazionale.» Chi, Antonio? «No, sua moglie Carolina».
Venerdì 2 Luglio 2010
- La prestazione italiana a questo Mondiale rimarrà negli annali del calcio: siamo riusciti a fare schifo come non solo come giocatori, ma anche come allenatori, arbitri e guardalinee, risultato mai raggiunto da nessun Paese nella stessa edizione del torneo. Purtroppo abbiamo mancato l’en plein, perché i tifosi italiani non si sono comportati peggio dei supporter di altre nazioni. «Erano stanchi dal campionato, e hanno avuto poco tempo per allenarsi,» spiega il presidente della Federultrà, Ghengo Svasticucci. «E poi con tutte quelle vuvuzelas, i cori razzisti chi li sentiva?»
- «Una stupidata»: così Mario Balotelli ha liquidato la finta sparatoria di piazza della Repubblica. «Sarebbe stato più divertente in piazza Duomo», ha precisato Supermario, in questi giorni impegnato nella maturità da ragioniere (il suo cuore batteva per il Tecnico per Geometri, ma lì avevano bisogno di un centrocampista, non di un attaccante). «Mi hanno interrogato a 360 gradi», ha dichiarato. Vuoi dire che ti hanno interrogato a fondo? «No, 360 gradi era la temperatura. Si era rotto il condizionatore.»