Lunedì 29 Giugno 2009
Una volta mandare i figli al centro estivo era l’ultima ratio dei riminesi che d’estate lavoravano e avevano figli talmente ingovernabili da non poter essere parcheggiati presso nessun parente o vicino di casa. Oggi sono sempre di meno le mamme che possono permettersi di scarrozzare per tre mesi la prole fra casa e spiaggia tutti i santi giorni, e i bambini sono sempre meno autosufficienti in fatto di intrattenimento vacanziero, e, se non c’è qualcuno a dirgli cosa fare, diventano capaci di tutto. Sta di fatto che dai cinque anni in sù ormai almeno due-tre settimane di centro estivo se le fanno tutti, ricchi e poveri, anche perché ci vanno gli amichetti e in spiaggia trovi solo i bebè, che hanno il diritto di precedenza su tutti i giochi del bagnino e fanno regolarmente pipì sullo scivolo...
Venerdì 12 Giugno 2009
Gli scatti più proibiti di Villa Certosa? Non le docce in topless, né lo zizì del premier ceco Topolanek, ma una mancia: un biglietto da cinque euro allungato da una signora in bikini a Silvio Berlusconi in persona, che le ha appena aperto l’ombrellone. E non è l’unica immagine «rubata» in cui il premier appare impegnato nelle più umili mansioni, come pulire le toilettes o svuotare i posacenere. Foto che, archiviate le elezioni europee, rompono finalmente il segreto di Villa Certosa: non il lussuoso buen retiro di un grande, ma uno dei tanti resort della Costa Smeralda che il Cavaliere, grazie a un’abile montatura mediatica, è riuscito a far passare per casa sua. «Silvio? Lavora per noi da anni come factotum,» chiarisce il direttore del resort, «ma ha la mania di spacciarsi per il proprietario, specie con le ospiti più carine. Abbiamo sempre lasciato correre perché la nostra clientela estera lo trovava pittoresco . Sì, sapevamo che quel fanfarone aveva un secondo lavoro a Roma, ma non credevamo fosse a Palazzo Chigi.» E Putin, Blair, Topolanek e gli altri Vip invitati nella villa? «Ce li ha portati lui, giurando che si trattava di ospiti paganti,» svela il manager. «A loro invece diceva che erano ospiti suoi. Risultato, hanno lasciato un conto lungo così. Per saldarlo, Silvio dovrà lavorare da noi gratis fino al 2065. Ecco perché lo si vede così spesso qui al Villa Certosa Village.»
Martedì 26 Maggio 2009
Pyongjang come Casoria: un povero dittatore si concede qualche attimo di svago innocente e viene aggredito dai media interazionali. Ma si può violare così la privacy di un regime autocratico? Nel talk show di Brun Il Vesp, il «Caro Leader» racconta la sua verità: «Non mi interessava il suo corpo, ma solo la sua testata». L’accusa più infamante: «Era una bomba minorenne, aveva meno di cinque kilotoni.» Voci sospette anche sui genitori dell'ordigno, due umili isotopi di uranio, arricchiti in circostanze misteriose. Nel suo profilo su Facebook, la sexy bomba ha inserito foto discinte corredate da confidenze piccanti: «Lui mi ha promesso di lanciarmi nel cinema; non so ancora quale ma si trova nella periferia di Seul.» Ma l’erede di Kim Il Sung ostenta sicurezza: «Negli exit poll effettuati all'uscita della sala torture, ho il 97 per cento dei consensi.»