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coveranita71.jpg"Anita Garibaldi"
premio speciale Lunigiana Donna
Medaglia della Presidenza della Camera
Finalista al Premio Andersen 2007

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Alieni a Rimini"Alieni a Rimini
come integrarsi fra i riminesi senza perdere il buon umore"

Scarica gratis il pdf.
"Le donne al tempo della spesa"
leggi il testo online

marlenina.gif "L’angelo disubbidiente.
La leggenda di Marlene Dietrich"

PAGLIA50.jpgAltri libri di Lia
fortemarmi50.gif "Premio Satira Forte dei Marmi 2001"

LIA CELI

E' nata a Parma, e dopo parecchi anni in giro per il Norditalia, è approdata a Rimini, terra dei suoi avi, dove vive e lavora. Autrice di satira, era parte della redazione di Cuore. Ha scritto anche per Smemoranda, Avvenimenti, Sandokan, Insieme, Gulliver, Specchio della Stampa, Grazia, Urban, Cosmopolitan, Epolis. E' stata uno degli autori del programma satirico di Raidue Pippo Chennedy Show e ha collaborato alle trasmissioni radiofoniche di RadioRai La Barcaccia e Consigli per gli Acquisti. Suoi testi sono stati utilizzati per spettacoli teatrali. Ha finora pubblicato con Guaraldi, Comix Edizioni, Sperling & Kupfer, E.Elle, Adn-Kronos, Disney, Einaudi e Giunti.

Dagli Archivi

Lunedì 25 Maggio 2009
santarcd.jpgsabato 30 maggio , ore 18.00

Claudia De Lillo, mamma e giornalista finanziaria che, con il suo blog www.nonsolomamma.com è stata premiata dai Blog Awards per la categoria “intrattenimento”, presenterà il suo libro "NONSOLOMAMMA".

Dialogherà con lei, Lia Celi, giornalista e scrittrice.

LIBRERIA PHILO VIA PASCOLI, 43 SANTARCANGELO DI ROMAGNA (RN)
TEL: 0541 326268

Lunedì 18 Maggio 2009
Aggiornamento 22/5/09: • potete ascoltare qui l'intervista
andata in onda su Radiotre - Fahrenheit
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La trasmissione di riferimento per lettori e scrittieri di tutta Italia giovedì 21 maggio ha intervistato Lia sulla collana Ice Magic, che sta facendo onorevolmente il suo percorso editoriale. I dieci minuti previsti si son ridotti a sei per i ritardi della scaletta, ma comunque potete riascoltarli qui.

Mercoledì 13 Maggio 2009

Ballano danze tribali su «Va pensiero», venerano un feticcio del dio Po, parlano un italiano stentato e la pensano esattamente come i lumbard: «Vivere in mezzo agli zulù è impossibile, vogliamo trasferirci in Padania». Hanno la pelle scura e i capelli crespi, e allora? Umberto Bossi è la prova che si può avere un aspetto da africano e sentirsi discendente dei Celti. Ma Berlusconi è rigido: verranno accolte soltanto le immigrate diciottenni munite di regolare book fotografico. Gli altri verranno rispediti in Libia, anche se il paese nordafricano non ha mai firmato la convenzione sui rifugiati: «Non ce n’era bisogno: chi era così idiota da volersi rifugiare da noi?» La maggioranza dei clandestini arriva in Italia in aereo con visto turistico, ma per ora quelli non possiamo sbolognarli a Gheddafi: prima dovremmo regalargli anche cinque nuovi aeroporti. Su un punto, però, il governo ha ragione: dietro i barconi ci sono sempre i criminali. Peccato che poi mandi la polizia nel canale di Sicilia, e non nei porti della Costa Smeralda.

Blog

Lunedì 29 Giugno 2009

Una volta mandare i figli al centro estivo era l’ultima ratio dei riminesi che d’estate lavoravano e avevano figli talmente ingovernabili da non poter essere parcheggiati presso nessun parente o vicino di casa. Oggi sono sempre di meno le mamme che possono permettersi di scarrozzare per tre mesi la prole fra casa e spiaggia tutti i santi giorni, e i bambini sono sempre meno autosufficienti in fatto di intrattenimento vacanziero, e, se non c’è qualcuno a dirgli cosa fare, diventano capaci di tutto. Sta di fatto che dai cinque anni in sù ormai almeno due-tre settimane di centro estivo se le fanno tutti, ricchi e poveri, anche perché ci vanno gli amichetti e in spiaggia trovi solo i bebè, che hanno il diritto di precedenza su tutti i giochi del bagnino e fanno regolarmente pipì sullo scivolo...

Venerdì 12 Giugno 2009

Gli scatti più proibiti di Villa Certosa? Non le docce in topless, né lo zizì del premier ceco Topolanek, ma una mancia: un biglietto da cinque euro allungato da una signora in bikini a Silvio Berlusconi in persona, che le ha appena aperto l’ombrellone. E non è l’unica immagine «rubata» in cui il premier appare impegnato nelle più umili mansioni, come pulire le toilettes o svuotare i posacenere. Foto che, archiviate le elezioni europee, rompono finalmente il segreto di Villa Certosa: non il lussuoso buen retiro di un grande, ma uno dei tanti resort della Costa Smeralda che il Cavaliere, grazie a un’abile montatura mediatica, è riuscito a far passare per casa sua. «Silvio? Lavora per noi da anni come factotum,» chiarisce il direttore del resort, «ma ha la mania di spacciarsi per il proprietario, specie con le ospiti più carine. Abbiamo sempre lasciato correre perché la nostra clientela estera lo trovava pittoresco . Sì, sapevamo che quel fanfarone aveva un secondo lavoro a Roma, ma non credevamo fosse a Palazzo Chigi.» E Putin, Blair, Topolanek e gli altri Vip invitati nella villa? «Ce li ha portati lui, giurando che si trattava di ospiti paganti,» svela il manager. «A loro invece diceva che erano ospiti suoi. Risultato, hanno lasciato un conto lungo così. Per saldarlo, Silvio dovrà lavorare da noi gratis fino al 2065. Ecco perché lo si vede così spesso qui al Villa Certosa Village.»

Martedì 26 Maggio 2009

Pyongjang come Casoria: un povero dittatore si concede qualche attimo di svago innocente e viene aggredito dai media interazionali. Ma si può violare così la privacy di un regime autocratico? Nel talk show di Brun Il Vesp, il «Caro Leader» racconta la sua verità: «Non mi interessava il suo corpo, ma solo la sua testata». L’accusa più infamante: «Era una bomba minorenne, aveva meno di cinque kilotoni.» Voci sospette anche sui genitori dell'ordigno, due umili isotopi di uranio, arricchiti in circostanze misteriose. Nel suo profilo su Facebook, la sexy bomba ha inserito foto discinte corredate da confidenze piccanti: «Lui mi ha promesso di lanciarmi nel cinema; non so ancora quale ma si trova nella periferia di Seul.» Ma l’erede di Kim Il Sung ostenta sicurezza: «Negli exit poll effettuati all'uscita della sala torture, ho il 97 per cento dei consensi.»